Riccardo Muti

Riccardo Muti  è un direttore d’orchestra italiano.

Dal 1986 al 2005 è stato direttore musicale del Teatro alla Scala di Milano. Dirige l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini che ha fondato nel 2004 e che ha sede a Piacenza e Ravenna; dal 2010 è Music Director della Chicago Symphony Orchestra.

 

 

 

Formazione

Muti, di padre di Molfetta e madre di Napoli, frequenta il liceo classico Vittorio Emanuele II di Napoli; studia pianoforte con Vincenzo Vitale nella stessa città, conseguendo il diploma con lode presso il Conservatorio di San Pietro a Majella. In seguito, dopo aver lasciato a Napoli la facoltà di Filosofia all’Università, si trasferisce a Milano, dove studia Composizione con Bruno Bettinelli e Direzione d’orchestra con Antonino Votto.

Carriera

Debutta nel 1967 al Teatro Coccia di Novara vincendo il Premio Cantelli per giovani direttori d’orchestra, violinisti e flautisti. Dal 1968 al 1980 è stato direttore principale e direttore musicale del Maggio musicale fiorentino. Durante il periodo fiorentino di notevole interesse sono state le rappresentazioni del Nabucco di Verdi con la regia di Luca Ronconi, in particolare i costumi del quarto atto riconducibili alle divise dei soldati italiani nel risorgimento nella replica nel Teatro Comunale di Firenze del 1977, il Guglielmo Tell di Rossini nella versione integrale e ancora di Verdi l’Otello con l’inedito finale del terzo atto.

Nel 1969 dirige la prima rappresentazione radiofonica nell’Auditorium RAI del Foro Italico di Roma di “I puritani” di Vincenzo Bellini con Mirella Freni, Luciano Pavarotti, Sesto Bruscantini e Bonaldo Giaiotti.

Nel 1970 dirige la ripresa nel Teatro Comunale di Firenze di “I puritani”.

Al Teatro La Fenice di Venezia dirige un concerto sinfonico con Cristina Deutekom nel 1970, uno nel 1971, Ivan il Terribile di Sergej Prokof’ev nel 1972, un concerto nel 1978, uno nel 1995, il Concerto straordinario a favore della ricostruzione del Teatro nel 1996 ed il concerto Riapre La Fenice – nella Settimana inaugurale il 14 dicembre 2003.

Nel 1971 dirige la prima rappresentazione nel Kleines Festspielhaus di Salisburgo di “Don Pasquale” di Gaetano Donizetti con Rolando Panerai e Fernando Corena.

Nel 1972 dirige la ripresa nel Teatro Comunale di Firenze di “Un ballo in maschera” di Giuseppe Verdi con Renato Bruson e Rolando Panerai.

Dal 1972 al 1982 è stato direttore principale della Philharmonia Orchestra di Londra succedendo ad Otto Klemperer: con questa orchestra ha effettuato diverse registrazioni sia di opere italiane tra cui Aida di Giuseppe Verdi con Montserrat Caballé e Placido Domingo, che ad oggi risulta essere uno dei dischi d’opera più venduti al mondo, e il Macbeth nel quale riapre tutti i vecchi tagli aggiunti nel corso degli anni da vari direttori, sia lavori sinfonici tra i quali spiccano l’integrale delle sinfonie di Schumann e Čajkovskij.

Al Wiener Staatsoper dirige Aida con Gwyneth Jones e Plácido Domingo nel 1973, La forza del destino con Cesare Siepi e Sesto Bruscantini nel 1974, il Requiem (Verdi) con Fiorenza Cossotto nel 1975, Norma (opera) con la Caballé e la Cossotto nel 1977, Rigoletto con Bruson ed Edita Gruberova nel 1983, Le nozze di Figaro nel 1993 e nel 2001, Così fan tutte con Barbara Frittoli e Cecilia Bartoli nel 1994 e nel 2008, Mefistofele (opera) con Samuel Ramey nel 1997 e Don Giovanni (opera) con Anna Caterina Antonacci nel 1999. Fino ad oggi Muti ha diretto 108 rappresentazioni viennesi.

Nel 1975 dirige la ripresa nel Teatro Comunale di Firenze del Requiem (Verdi) con Fiorenza Cossotto.

Dal 1980 al 1992 è stato direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica di Filadelfia, che ha portato in diverse tournée internazionali. Nel 1979 ne è stato nominato direttore principale, nel 1982 direttore onorario. Nel 1991 proprio con questa orchestra ha eseguito la Tosca di Giacomo Puccini, primo titolo del compositore toscano diretto dal maestro Muti.

Muti ed il Teatro alla Scala

Al Teatro alla Scala di Milano dirige Le nozze di Figaro con Samuel Ramey e Frederica von Stade nel 1981 e nel 1982, un concerto con la Philharmonia Orchestra, Ernani nella serata d’inaugurazione della stagione 1982/1983 con Placido Domingo, Renato Bruson, Nicolai Ghiaurov e Mirella Freni ed un concerto sinfonico nel 1982, un concerto con l’ouverture di Giovanna d’Arco di Giuseppe Verdi, lo “Stabat Mater” ed il “Te Deum” di Giuseppe Verdi alla presenza del Santo Padre Giovanni Paolo II con musiche di Giuseppe Verdi e Così fan tutte nel 1983, un concerto sinfonico con l’Orchestra filarmonica della scala nel 1984, uno con la Philadelphia Orchestra, tre concerti sinfonici nel 1985 ed uno nel novembre 1986.

Dal 1986 al 2005 Muti è stato direttore principale dell’Orchestra del Teatro alla Scala, con la quale l’anno successivo ha ricevuto il premio Viotti d’Oro e che ha portato in tournée in Italia e in Europa.

Per il Teatro alla Scala in seguito Muti dirige:

Nabucco con Bruson e Ghena Dimitrova nella serata d’inaugurazione della stagione 1986/1987, un concerto nel dicembre 1986, Alceste (Gluck) con William Matteuzzi e Anne Sofie von Otter, I Capuleti e i Montecchi con June Anderson ed Agnes Baltsa, Le nozze di Figaro con Barbara Hendricks, il Requiem (Verdi) con Cheryl Studer e Luciano Pavarotti, un concerto con la Philadelphia Orchestra ed uno con la von Stade nel 1987;

Don Giovanni con Edita Gruberova nella serata d’inaugurazione della stagione 1987/1988, un concerto con musiche di Mozart con Waltraud Meier e Josè van Dam nel 1987, Der fliegende Holländer, Nabucco con Giorgio Zancanaro e la Dimitrova alla Scala e nella prima rappresentazione nel Nippon Heika Kaikan di Tokyo, Requiem (Verdi) con Daniela Dessì nella Cathédrale Notre-Dame de Paris, con la Baltsa alla Hitomi Kinen Hall di Tokyo e nel Duomo di Milano, I Capuleti e i Montecchi al Teatro Bunka Kaikan di Tokyo ed al Festival Hall di Osaka un concerto con la prima esecuzione assoluta di Morte di Borromini di Salvatore Sciarrino con Tino Carraro nel 1988;

Guglielmo Tell (opera) nella serata d’inaugurazione della stagione 1988/1989, Le nozze di Figaro con la Studer e Ferruccio Furlanetto, Così fan tutte con la Dessì, Don Giovanni con la Gruberova e Furlanetto, Orfeo ed Euridice (Gluck) con Bernadette Manca di Nissa, I Capuleti e i Montecchi al Teatro Bolshoi, Requiem (Verdi) con la Dessì nella Sala Tchaikovsky del Conservatorio di Mosca ed al Teatro Kirov di Leningrado, un concerto alla Scala nel 1989;

I vespri siciliani nella serata d’inaugurazione della stagione 1989/1990, Lo frate ‘nnamorato nel 1989, due concerti con l’Orchestra della Scala ed uno con i Wiener Philharmoniker, La clemenza di Tito, La traviata nel 1990;

Idomeneo (opera) nella serata d’inaugurazione della stagione 1990/1991, Lodoïska con Mariella Devia, Lo frate ‘nnamorato con Cecilia Gasdia e la Manca di Nissa, La traviata, la Sinfonia n. 3 (Beethoven), un concerto con la Philadelphia Orchestra, Attila (opera) con Ramey, Zancanaro e la Studer, un concerto con Maurizio Pollini, il Requiem (Mozart) nel 1991;

Parsifal (opera) con Placido Domingo e la Meier nella serata d’inaugurazione della stagione 1991/1992, lo Stabat Mater (Rossini), Iphigénie en Tauride, La traviata, un concerto con la Filarmonica, uno con Radu Lupu e musiche di Beethoven, La donna del lago con Rockwell Blake e June Anderson, Requiem (Verdi) nel Teatro de la Maestranza di Siviglia, all’Auditorium Nacional di Madrid, al Teatro Liceu e nella Chiesa di San Marco (Milano) nel 1992;

Don Carlo con Ramey, Pavarotti, Dessì e D’Intino nella serata d’inaugurazione della stagione 1992/1993, Don Giovanni con Cecilia Bartoli, Le Baiser de la fée e Pagliacci (opera), Falstaff (Verdi) con Juan Pons, Ramon Vargas la Dessì e Manca di Nissa, due concerti nel 1993;

La Vestale (Spontini) con Denyce Graves nella serata d’inaugurazione della stagione 1993/1994, Don Pasquale, La Creazione, Rigoletto, un concerto con Gidon Kremer, uno con la Filarmonica della Scala, uno con i Wiener Philharmoniker, la trasferta alla Alte Oper di Francoforte sul Meno con il Requiem (Verdi), la Sinfonia n. 48 Maria Teresa di Haydn e lo Stabat Mater (Rossini) nel 1994;

Die Walküre con Domingo e la Meier nella serata d’inaugurazione della stagione 1994/1995, Ivan il Terribile di Prokofiev nel 1994, Rigoletto, Mefistofele (opera), Requiem (Verdi) all’Accademia di Santa Cecilia ed al Teatro NHK Hall di Tokyo, un concerto, La traviata, Falstaff (Verdi) con Pons, Vargas, Dessì e Manca di Nissa nel 1995;

Die Zauberflöte nella serata d’inaugurazione della stagione 1995/1996, Nabucco con Bruson e Maria Guleghina, cinque concerti di cui uno con l’Orchestra ed il Coro del Teatro La Fenice, Das Rheingold nel 1996;

Armide di Christoph Willibald Gluck con Anna Caterina Antonacci e Juan Diego Florez nella serata d’inaugurazione della stagione 1996/1997, il Concerto di Natale trasmesso da Rai Uno, Sigfrido (opera), Le nozze di Figaro con la Frittoli e Bryn Terfel, un concerto con la Filarmonica della Scala, uno con i Wiener Philharmoniker con musiche di Schubert, Falstaff, La traviata con Andrea Rost, Requiem (Verdi) nella Chiesa di San Marco (Milano) nel 1997;

Macbeth (opera) nella serata d’inaugurazione della stagione 1997/1998, il Concerto di Natale, Die Zauberflöte, il ciclo integrale delle Sinfonie di Beethoven, Manon Lescaut e tre concerti nel 1998;

Il crepuscolo degli dei nella serata d’inaugurazione della stagione 1998/1999, il Concerto di Natale trasmesso da Rai Uno, La forza del destino con Leo Nucci, due concerti, l’Armide di Gluck, la Messa in Si minore, Nina, ossia La pazza per amore di Giovanni Paisiello, Don Giovanni, il ciclo integrale delle Sinfonie di Beethoven nel 1999;

il 7 dicembre del 1999 apre la stagione scaligera dell’anno giubilare con il Fidelio di Beethoven con la regia di Herzog, il Concerto di Natale con la Messa in Do minore K 427, Tosca (opera) con la Guleghina, Salvatore Licitra, Nucci ed Alfredo Mariotti, un concerto con i Wiener Philharmoniker, I dialoghi delle Carmelitane (opera), Rigoletto con Vargas, Alberto Gazale e la Rost ed il Requiem (Verdi) al NHK Hall di Tokyo, un concerto con musiche di Haydn, La forza del destino al Bunka Kaikan di Tokyo, quattro concerti in uno dei quali dirige la prima esecuzione assoluta di Wanderer per grande orchestra di Luca Francesconi (compositore) ed uno con musiche di Verdi;

Il trovatore nella serata d’inaugurazione della stagione 2000/2001, il Concerto di Natale trasmesso da Rai Uno, Requiem (Verdi) nella Chiesa di San Marco (Milano), al Musikverein, al Palazzo dei congressi di Bucarest ed al Teatro Bolscioi, Rigoletto, La traviata, Falstaff, Un ballo in maschera, il Requiem (Mozart), Stabat Mater (Rossini) nel Palazzo dei Congressi di Bucarest ed al Teatro Wielki di Poznań, Macbeth, la Messa solenne di Luigi Cherubini e dei concerti nel 2001;

Otello (Verdi) con Domingo, Nucci e la Frittoli nella serata d’inaugurazione della stagione 2001/2002, il Concerto di Natale trasmesso da Rai Uno ed al Teatro degli Arcimboldi La traviata, Le nozze di Figaro ed un concerto nel quale dirige in prima esecuzione assoluta “Diario dello sdegno”, per grande orchestra, di Fabio Vacchi, commissionata dallo stesso Riccardo Muti e dalla Filarmonica della Scala e trasmessa in differita su Retequattro nel 2002;

al Teatro degli Arcimboldi il concerto d’inaugurazione della Stagione Filarmonica 2002/2003, Ifigenia in Aulide (Gluck) per l’inaugurazione della Stagione d’Opera, la Messa in La bem. magg. D 678 di Franz Schubert per il Concerto di Natale ripreso da Rai Uno, Fidelio, dei concerti, I due Foscari con Nucci e Dimitra Theodossiou, Macbeth con Leo Nucci/Alberto Gazale e Salvatore Licitra al Bunka Kaikan di Tokyo ed Otello (Verdi) nel NHK Hall di Tokyo nel 2003;

al Teatro degli Arcimboldi Moïse et Pharaon nella serata d’inaugurazione della stagione 2003/2004, il Concerto di Natale trasmesso da Rai Uno, I dialoghi delle Carmelitane (opera), dei concerti, Falstaff, nel 2004;

il 7 dicembre 2004 ha riaperto il Teatro alla Scala, dopo i lavori di restauro, dirigendo l’opera Europa riconosciuta di Antonio Salieri con Diana Damrau nella serata d’inaugurazione della stagione 2004/2005, la Messe Solennelle di Hector Berlioz per il Concerto di Natale trasmesso da Rai Uno ed infine un concerto con i Wiener Philharmoniker nel 2005.

Muti nei principali teatri in Europa

Oltre alla Scala, Muti ha diretto produzioni operistiche anche a Firenze, Napoli, Filadelfia, Monaco, Vienna, Londra, Liegi e al Festival di Ravenna.

È spesso ospite della Filarmonica di Berlino e della Filarmonica di Vienna. Nel 1996 Muti ha diretto quest’ultima in occasione della chiusura della settimana del Festival Viennese, in un tour verso l’estremo oriente (Giappone, Corea, Hong Kong) e in Germania oltre che il Concerto di Capodanno nel 1993, 1997, 2000 e 2004.

Nel settembre 2008 tornerà a guidare i Wiener Philharmoniker in una lunga tournée giapponese.

Dal 1971, anno in cui vi ha debuttato con Don Pasquale di Gaetano Donizetti, su invito di Herbert von Karajan, è uno dei partecipanti abituali del Festival di Salisburgo, dove dirige opere e concerti ed è particolarmente apprezzato per l’allestimento delle opere mozartiane. In particolare l’allestimento di Così fan tutte è stato talmente acclamato che è stato ripreso ininterrottamente dal 1982 fino al 1988 ed è stato il direttore a cui il festival ha affidato la nuova produzione di Don Giovanni nel 1990 dopo la morte di Karajan. Nel 1991 declina l’invito a dirigere una nuova produzione della Clemenza di Tito a causa della regia che non ritiene confacente all’ultima opera scritta da Mozart. Inoltre, a causa dei dissapori con il nuovo direttore artistico di Salisburgo Gerard Mortier, Muti non dirigerà più opere ma solo concerti con i Wiener Philharmoniker. Fino al 2005 quando, scaduto il mandato di Mortier, tornerà sul podio per Il Flauto Magico e per l’Otello di Verdi previsto per il festival di Salisburgo 2008.

Al Royal Opera House di Londra nel 1977 dirige Aida con Plácido Domingo, Fiorenza Cossotto e Montserrat Caballé e Macbeth (opera) con Renato Bruson e Renata Scotto nel 1981.

Dirige le prime esecuzioni assolute nella Symphony Hall dell’American Academy of Music di Filadelfia di “Summer Solstice” per orchestra e del Concerto per violino e orchestra di Ezra Laderman nel 1980 e del Concerto per pianoforte e orchestra di Tina Davidson nel 1983.

Nel 1984 dirige la ripresa nel Kleines Festspielhaus di Salisburgo di “Così fan tutte ossia La scuola degli amanti” di Wolfgang Amadeus Mozart con Kathleen Battle e Sesto Bruscantini.

Nel 1987 dirige la prima rappresentazione nella Deutsche Staatsoper di Berlino di “Nabucco” di Giuseppe Verdi con Renato Bruson.

Nel 1990 dirige la ripresa nel Großes Festspielhaus di Salisburgo di “Il dissoluto punito ossia Il Don Giovanni” di W. A. Mozart, con Carol Vaness, Edita Gruberová, Ramey e Furlanetto.

È sposato con Cristina Mazzavillani Muti, direttrice del Ravennafestival[1] e da anni risiede a Ravenna. La coppia ha tre figli: Francesco, Chiara (nota attrice e moglie del pianista francese David Fray) e Domenico.

Grande interprete verdiano e mozartiano, Muti è anche noto per le sue sempre interessanti esecuzioni operistiche di autori come Pergolesi, Gluck, Bellini, Rossini, Puccini e Wagner.

Oltre ai capolavori di Giuseppe Verdi e Mozart, alla Scala, Muti ha voluto riportare all’attenzione del pubblico le opere di Gluck (Alceste, Orfeo ed Euridice e Armide) e quelle di autori del periodo storico neo-classico, quali Lodoïska di Luigi Cherubini e La Vestale di Gaspare Spontini. Inoltre il Maestro ha riportato alla scala dopo vent’anni sia Parsifal che l’intera tetralogia de L’Anello del Nibelungo di Wagner, ottenendo esiti contrastanti; sempre negli anni 90 ha avuto il merito di riportare alla Scala opere non più eseguite da svariati anni come La Forza del Destino che ha riscosso un trionfale successo nel 1999, la Manon Lescaut di Giacomo Puccini.

Nel 2000 è stato chiamato a dirigere l’Orchestra Filarmonica di Vienna nel noto concerto di Capodanno di apertura del nuovo Millennio nella Großer Musikvereinsaal di Vienna; aveva avuto questo onore già nel 1993 (risultando il più giovane direttore ospite di questa manifestazione, a soli 52 anni) e nel 1997; è stato nuovamente chiamato a questo prestigioso incarico nel cinquantesimo concerto di Capodanno 2004 con musiche di Johann Strauss (padre) e Johann Johann Strauss (figlio).

Nel 2001, il maestro ha ricevuto il “Premio Internazionale Medaglia d’Oro al merito della Cultura Cattolica” dalla Scuola di Cultura Cattolica di Bassano del Grappa. Ma il 2001 è soprattutto l’anno verdiano e il maestro regala ai milanesi in un’unica stagione Il Trovatore, Rigoletto, La Traviata, Un ballo in maschera, Macbeth infine l’Otello per il 7 dicembre del 2001 con Placido Domingo nel ruolo del protagonista, Barbara Frittoli nei panni di Desdemona e Leo Nucci come Jago.

Il 27 gennaio 2001 dirige nella Basilica di San Marco a Milano il coro e l’orchestra del Teatro Alla Scala nella Messa da Requiem di Giuseppe Verdi proprio nel giorno un cui 100 anni prima moriva il compositore. Il concerto con le compagini scaligere sarà eseguito anche per due sere consecutive al Musikverein di Vienna.

Nel 2004 ha creato l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini formata da giovani strumentisti scelti da una commissione internazionale.

Il 16 marzo 2005, l’orchestra e lo staff della Scala hanno votato a larga maggioranza una richiesta di dimissioni di Muti, il quale cancellò un concerto prima della votazione e il 2 aprile diede le dimissioni.

Poco dopo ha ricevuto a Brescia il Premio “Arturo Benedetti Michelangeli”, secondo artista italiano ad averlo ricevuto dopo Maurizio Pollini.

Il 2 marzo 2007 dirige l’Orchestra giovanile Luigi Cherubini in un concerto straordinario (Concerto in La minore per violoncello e orchestra di Schumann e Sinfonia n. 4 “Tragica” in Do minore di Franz Schubert) nella Basilica di San Francesco ad Arezzo di fronte agli affreschi di Piero della Francesca, nell’ambito del Festival musicale organizzato dall’Ente Filarmonico Italiano. Durante la serata viene insignito del premio “Il Filarmonico”, consegnatogli da Lorenzo Arruga.

Nel febbraio 2008 vince due Grammy Award (Best Classical Album e Best Choral Performance) con l’album Missa Solemnis in Mi di Luigi Cherubini con Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese inciso per la EMI. Nel maggio 2008 firma un contratto quinquennale per 10 settimane di conduzione l’anno con la Chicago Symphony Orchestra, a partire dal settembre 2010. Muti dirigerà l’orchestra americana sia nelle tournée nazionali che in quelle internazionali. L’incarico di direttore musicale verrà ufficializzato nel gennaio 2009 con l’esecuzione della Messa da Requiem di Verdi.

L’ultima volta che Muti diresse l’orchestra americana, a conclusione del prestigioso incarico, volle donare alla città di Molfetta la bacchetta rigorosamente in legno, esposta a Palazzo Giovene nella Civica Siloteca del Centro Studi Molfettesi dedicata a Raffaele Cormio.

Sempre nel 2008, a dicembre, intraprenderà una nuova collaborazione con un teatro d’opera italiano: dirigerà infatti l’Otello di Giuseppe Verdi al Teatro dell’Opera di Roma, dove non ha mai diretto uno spettacolo operistico, nella produzione andata già in scena al Festival di Salisburgo 2008; dopo l’Otello il maestro è atteso con Ifigenia in Aulide (Gluck) nel marzo del 2009 e l’Idomeneo di Mozart 2010.

Tali sono stati i successi di queste produzioni che il sindaco di Roma Gianni Alemanno, ha offerto a Riccardo Muti la direzione musicale del teatro capitolino, nomina che il maestro ha accettato nell’agosto del 2009 durante il festival di Salisburgo: l’accordo prevede la direzione di due opere e di due concerti sinfonici a stagione nonché la supervisione della scelta dei nuovi professori che compongono l’orchestra del Teatro dell’Opera di Roma; è già stato inoltre annunciato che Riccardo Muti dirigerà il Nabucco inaugurale della stagione 2011, spettacolo inserito nelle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

A febbraio 2009 inaugura la nuova stagione sinfonica del Teatro di San Carlo, dopo un periodo di ristrutturazione e restauro del Massimo, eseguendo per l’occasione opere di Wolfgang Amadeus Mozart, Niccolò Jommelli e Giuseppe Verdi. Nel giugno 2009 dirige Demofoonte (Jommelli) all’Opéra National de Paris.

Il 23 febbraio 2010, Riccardo Muti farà il suo debutto alla Metropolitan Opera House di New York, dirigendo una nuovissima produzione dell’Attila di Giuseppe Verdi con Ramón Vargas e Samuel Ramey; già viene comunicato che per la stagione successiva tornerà sempre al Metropolitan con l’Armida di Gioacchino Rossini. Sempre nel 2010 è uscita la sua autobiografia Prima la musica, poi le parole.

Il 4 febbraio 2011 a Chicago, nel corso di una prova per un concerto della Chicago Symphony Orchestra della quale è direttore stabile, riporta, a seguito di una caduta, una frattura alla mascella per la quale è operato nei giorni successivi, al Northwestern Memorial Hospital[4]. Il malore che ha provocato la caduta era dovuto, secondo i medici dell’ospedale di Chicago, ad una irregolarità del battito cardiaco, per la qual cosa si è resa necessaria l’applicazione di un pacemaker.

Il 13 febbraio 2011, in qualità di direttore della Chicago Symphony Orchestra, ha vinto 2 Grammy Award nelle categorie Best Classical Album e Best Choral Performance per la registrazione del Requiem (Verdi) con Barbara Frittoli.

Dirige Macbeth nell’agosto 2011 al Salzburger Festspiele ed in novembre/dicembre al Teatro dell’Opera di Roma.

Nel 2012 in gennaio dirige il Requiem (Verdi) all’Opéra-Comédie di Montpellier, in marzo/aprile I due Figaro al Teatro Real di Madrid, in maggio/giugno Attila al Teatro dell’Opera, in luglio Sancta Susanna di Paul Hindemith al Teatro Alighieri ed in agosto/settembre I due Figaro al Teatro Colón.

Riconoscimenti accademici

Il 3 marzo 2007 la Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo dell’Università degli Studi di Siena gli conferisce una laurea honoris causa in Letteratura e Spettacolo, consegnatagli dal Rettore Silvano Focardi. Secondo quanto ricorda la delibera della Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo, “la sua arte interpretativa, la sua attività di svecchiamento di obsoleti canoni esecutivi, che ha influenzato positivamente schiere di giovani direttori, la diffusione della musica d’arte presso platee di giovani, la fondazione di importanti istituzioni musicali, le molteplici iniziative umanitarie, ne hanno fatto uno straordinario rappresentante della cultura italiana nel mondo”.

Camillo Brezzi, preside della Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo, motiva così la decisione di conferire la laurea al Maestro Muti: “Ci possono essere numerose motivazioni per insignire una personalità artistica di rilievo della laurea honoris causa. Alcune di esse sono di immediata riconoscibilità: il livello artistico raggiunto, l’attività internazionale, nel caso di un musicista la produzione discografica, la capacità di far scuola, la riconoscibilità e l’originalità del metodo. […] Proprio in questi anni il maestro Muti ha creato l’Orchestra giovanile Luigi Cherubini chiamando giovani musicisti selezionati da una commissione internazionale. All’inizio poteva apparire un atto di fede. Oggi, a soli due anni di vita, è un fenomeno unico in Italia e ammirato dal resto del mondo. La critica e il pubblico hanno notato che con la “Cherubini” Riccardo Muti fraseggia da par suo con toccante e sicura delicatezza e che i nostri migliori talenti – oramai orchestra – con lui e grazie a lui dimostrano di avere la capacità preziosa di mettere in evidenza, sotto una luce intensa, ogni minimo dettaglio timbrico e armonico delle opere.

Riccardo Muti, nel momento della sua piena e riconosciuta maturità artistica, ha deciso di mettere a disposizione dei giovani la sua esperienza ed il suo talento. Un docente eccezionale, per capacità e motivazioni”.

La controversia con La Scala

A seguito di gravi divergenze con il sovrintendente Fontana, il maestro si rifiutò di partecipare alla conferenza stampa di presentazione della stagione 2003; la nomina di Mauro Meli a nuovo direttore artistico aveva lo scopo di calmare il conflitto sorto tra le due figure di maggior spicco del teatro. In seguito, Fontana fu rimosso dall’incarico e Meli insediato al suo posto. A questo punto i musicisti si schierarono dalla parte di Fontana contro Muti che cominciò a meditare il suo addio all’orchestra.

Il 16 marzo 2005 l’orchestra e lo staff votarono a grande maggioranza (cinque contrari su oltre settecento) una mozione di sfiducia nei confronti di Muti, il quale annullò un concerto già in programma; anche altre produzioni furono interrotte a causa dei continui contrasti. Infine, il 2 aprile Muti rassegnò le dimissioni, adducendo a motivo l'”ostilità” nei suoi confronti da parte dell’ambiente scaligero, nonostante le rimostranze di alcuni orchestrali che non volevano perderlo.
CD parziale

Beethoven, Conc. per vl. op.61 – Repin/Muti/Wiener Philharmoniker, 2007 Deutsche Grammophon
Leoncavallo, Pagliacci – Muti/Dessì/Pavarotti/Pons, 1992 Decca
Mozart Schumann Brahms, Sinf. n.35-41/Sinf. n.1-4/Sinf. n. 1-4 – Muti/Wiener Philharmoniker/Philadelphia Orchestra, Decca
Puccini, Manon Lescaut – Muti/Cura/Guleghina/Gallo, 1998 Deutsche Grammophon
Puccini, Tosca – Muti/Vaness/Zancanaro, 1992 Decca
Rossini, Donna del lago – Muti/Blake/Merritt/Anderson, 1992 Decca
Rossini, Guglielmo Tell – Muti/Zancanaro/Merritt/Surjan, 1988 Decca

Wikipedia Italia.

Jacqueline

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